LAVORAZIONI DEL TERRENO

Le lavorazioni servono a modificare la struttura e quindi la sofficità del terreno;
esse vengono eseguite per:
- la preparazione del letto di semina (creare un ambiente tellurico adatto per la germinazione del seme),
- aumentare la sofficità del terreno al fine di favorire la penetrazione delle radici,
- aumentare la permeabilità al fine di evitare ristagni idrici,
- distruggere la vegetazione infestante,
- interrare i concimi organici e minerali ed i residui colturali.

Classifica dei lavori:
a) Lavori di messa a coltura: (si mette a coltura un terreno mai coltivato o incolto da lungo tempo) disboscamento, decespugliamento, spietramento, spianamento, dissodamento
b) Lavori preparatori principali: (si eseguono prima della semina o del trapianto di un frutteto e consistono nella “rottura” dello strato coltivato) (aratura, vangatura, fresatura, scarificatura
c) Lavori preparatori complementari: (si eseguono prima della semina di una coltura erbacea o del trapianto di un frutteto e consistono nel “raffinamento” dello strato coltivato) estirpatura, pareggiamento della superficie, erpicatura, fresatura, rullatura
d) Lavori di coltivazione (o consecutivi o successivi): (si eseguono con la coltura in atto) sarchiatura e zappatura, rincalzatura, rullatura.

Le lavorazioni non devono essere effettuate quando il terreno è troppo secco perché gli organi lavoranti non riescono a penetrare bene, le macchine sprecherebbero molta energia e si avrebbe uno sbriciolamento del terreno.
Le lavorazioni non devono essere effettuate quando il terreno è troppo umido perché non è transitabile e ne peggiora la struttura.
Per eseguire le lavorazione è necessario che il terreno sia allo stato di tempera, ossia l’umidità per i terreni:
- Argillosi = 25 – 30%
- Medio impasto = 25 – 25%
- Sabbiosi = 15 – 20%

Non tutti quelli che operano in agricoltura posseggono gli strumenti adatti a misurare l’umidità del terreno; ma gli agricoltori esperti sanno che un terreno è alla giusta umidità quando, dopo una lavorazione, camminandoci sopra non si sporcano mai le scarpe, né di polvere né di fango.

SEMINA DEL BASILICO

In questo periodo è possibile seminare diverse piante tra cui il basilico.
Ne esistono diverse varietà tutte ottime e molto aromatiche. È possibile seminarlo nell’orto oppure in vaso e tenerlo a portata di mano sul terrazzo.
La semina è molto semplice sia in campo che in vaso.

SEMINA IN CAMPO
- Lavorare bene il terreno creando una struttura soffice e profonda almeno 20 cm, concimarlo ed arricchirlo di sostanza organica.
- Seminare e smuovere superficialmente il terreno con un rastrello da giardino allo scopo di far interrare i semini qualche millimetro
- Se possibile coprire il tutto con uno strato di paglia (la paglia serve affinché la superficie del terreno non si asciughi durante la germinazione dei semi).
- Quindi irrigare a pioggia o a goccia sulla paglia (facendo in modo che l’acqua arrivi poi al terreno).
- Dopo qualche giorno si vedono i semi germinare, dunque togliere la paglia e continuare le irrigazioni durante tutta l’estate.

SEMINA IN VASO
La procedura è simile a quella in campo:
- Prendere un vaso profondo almeno 20 cm forato alla base.
- Mettere uno strato di ghiaia almeno 2 cm (serve a drenare meglio l’acqua di irrigazione)
- Riempire quindi il vaso di un terreno ben concimato oppure terriccio.
- Irrigarlo bagnandolo per bene (aspettare che sgrondi l’acqua dai forellini sottostanti).
- Se, dopo l’irrigazione, dovesse abbassarsi il livello superficiale, aggiungere altro terriccio, quindi irrigare di nuovo.
- Seminare e coprire con pochissimo altro terriccio facendo in modo che il terriccio asciutto che copre i semi si inumidisca ben bene a contatto con quello sottostante.
- Coprire il tutto con un foglio di carta (la carta sostituisce la paglia).
- Dopo qualche giorno si vedono i semi germinare, dunque togliere il foglio di carta e continuare le irrigazioni durante tutta l’estate.
- Posizionare il vaso in una zona soleggiata del terrazzo ma riparata dai venti.
- In seguito innaffiare frequentemente.

OIDIO DELLA VITE (Uncinula necator) (Oidium tuckerii)

È una malattia (detta anche mal bianco) che nel Sud Italia colpisce la vite in forma epidemica.
Sono interessati gli organi verdi della pianta: germogli, foglie, grappoli.
L’agente patogeno penetra in questi organi non dalle aperture naturali (come gli stomi) ma attraverso la superficie vegetale intatta, esercitando una notevole pressione su di essa.
Se sono gli acini ad essere colpiti dalla malattia, questi si lacerano mettendo in evidenza oltre alla polpa anche i vinaccioli (semi).
I trattamenti vengono effettuati con prodotti a base di zolfo o altri principi attivi specifici di nuova generazione.
È necessario trattare preventivamente prima della fioritura, dopo l’allegaggione e anche quando non piove da molto tempo; la pioggia dilava i conidi del patogeno, quindi non sono necessari i trattamenti contro questa malattia.
Interrompere i trattamenti in prossimità della vendemmia, perché un eccesso di zolfo rallenta le fermentazioni durante i processi di vinificazione.

PERONOSPORA DELLA VITE

14 maggio 2014

È tempo di iniziare i trattamenti contro la peronospora della vite; in molte zone si sono già verificate le tre condizioni favorevoli all’attacco dell’agente patogeno Plasmopara viticola, ossia la regola dei tre dieci:

 

1)      I germogli della vite devono avere una lunghezza maggiore di 10 cm; solo a questa grandezza i germogli differenziano le aperture naturali come gli stomi che sono i siti di penetrazione delle zoospore di Plasmopara viticola

 

2)      La temperatura minima nelle 24 ore deve essere maggiore di 10 °C; le zoospore sono organi molto effimeri che non riescono a vivere a una temperatura inferiore ai 10 °C

 

 

3)      Gli organi verdi della pianta devono essere bagnati per almeno 10 ore. Le zoospore sono dotate di organi di propulsione che le permettono di raggiungere, attraverso l’acqua che bagna le foglie, i siti di penetrazione.

 

I trattamenti possono essere effettuati con prodotti rameici o altri principi attivi di nuova generazione; il vostro Agronomo di fiducia vi consiglierà per il meglio.