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SEMINA DEL BASILICO

In questo periodo è possibile seminare diverse piante tra cui il basilico.
Ne esistono diverse varietà tutte ottime e molto aromatiche. È possibile seminarlo nell’orto oppure in vaso e tenerlo a portata di mano sul terrazzo.
La semina è molto semplice sia in campo che in vaso.

SEMINA IN CAMPO
- Lavorare bene il terreno creando una struttura soffice e profonda almeno 20 cm, concimarlo ed arricchirlo di sostanza organica.
- Seminare e smuovere superficialmente il terreno con un rastrello da giardino allo scopo di far interrare i semini qualche millimetro
- Se possibile coprire il tutto con uno strato di paglia (la paglia serve affinché la superficie del terreno non si asciughi durante la germinazione dei semi).
- Quindi irrigare a pioggia o a goccia sulla paglia (facendo in modo che l’acqua arrivi poi al terreno).
- Dopo qualche giorno si vedono i semi germinare, dunque togliere la paglia e continuare le irrigazioni durante tutta l’estate.

SEMINA IN VASO
La procedura è simile a quella in campo:
- Prendere un vaso profondo almeno 20 cm forato alla base.
- Mettere uno strato di ghiaia almeno 2 cm (serve a drenare meglio l’acqua di irrigazione)
- Riempire quindi il vaso di un terreno ben concimato oppure terriccio.
- Irrigarlo bagnandolo per bene (aspettare che sgrondi l’acqua dai forellini sottostanti).
- Se, dopo l’irrigazione, dovesse abbassarsi il livello superficiale, aggiungere altro terriccio, quindi irrigare di nuovo.
- Seminare e coprire con pochissimo altro terriccio facendo in modo che il terriccio asciutto che copre i semi si inumidisca ben bene a contatto con quello sottostante.
- Coprire il tutto con un foglio di carta (la carta sostituisce la paglia).
- Dopo qualche giorno si vedono i semi germinare, dunque togliere il foglio di carta e continuare le irrigazioni durante tutta l’estate.
- Posizionare il vaso in una zona soleggiata del terrazzo ma riparata dai venti.
- In seguito innaffiare frequentemente.

OIDIO DELLA VITE (Uncinula necator) (Oidium tuckerii)

È una malattia (detta anche mal bianco) che nel Sud Italia colpisce la vite in forma epidemica.
Sono interessati gli organi verdi della pianta: germogli, foglie, grappoli.
L’agente patogeno penetra in questi organi non dalle aperture naturali (come gli stomi) ma attraverso la superficie vegetale intatta, esercitando una notevole pressione su di essa.
Se sono gli acini ad essere colpiti dalla malattia, questi si lacerano mettendo in evidenza oltre alla polpa anche i vinaccioli (semi).
I trattamenti vengono effettuati con prodotti a base di zolfo o altri principi attivi specifici di nuova generazione.
È necessario trattare preventivamente prima della fioritura, dopo l’allegaggione e anche quando non piove da molto tempo; la pioggia dilava i conidi del patogeno, quindi non sono necessari i trattamenti contro questa malattia.
Interrompere i trattamenti in prossimità della vendemmia, perché un eccesso di zolfo rallenta le fermentazioni durante i processi di vinificazione.